Meade EXT 90 RA (2002)

ETX e treppiede

telescopio su sgabello

L'ETX se la cava bene anche su uno sgabello: un paio di mosse e si inizia ad osservare. Comodissimo.

Cercatore

cercatore dell'ETX

Nell'ETX gli oculari non si inseriscono nella culatta. Questo evita contorsionismi e torcicolli. Per lo stesso motivo, conviene procurarsi il prisma a 90° (opzionale) del cercatore.

Troppo vicini...

troppo vicini

Conviene angolare il cercatore, o sarà difficile usare l'occhio destro (e sarà un po' scomodo anche col sinistro), soprattutto con oculari corti.

Maksutov-Cassegrain da 90mm f/13,9 (1250 mm di focale)

Lo schema ottico Maksutov si è guadagnato una certa fama e l'ottica di questo ETX non delude. Rispetto al Newton 114 regge ingrandimenti maggiori e risente meno della turbolenza.

Luna e Pianeti

In genere le immagini planetarie sono sullo stesso livello, anche se talvolta il 114 offre appena qualcosa di più (dettagli al limite della percezione, che si notano solo con una certa esperienza). Vicevarsa l'ETX mi sembra che regga meglio gli alti ingrandimenti.

Deep Sky

Il rapporto di focale f/13,9 rende poco utilizzabile l'ETX in fotografia (se il mio interesse principale fosse stata l'astrofotografia, non l'avrei comprato), ma non compromette l'osservazione visuale degli oggetti del profondo cielo: ho potuto usare l'ETX per guardare comete, nebulose, ammassi globulari e galassie. Tuttavia, con questa focale, anche gli oculari da 25mm generano ingrandimenti medi (50X), che sono troppo forti per certi oggetti deep-sky in un telescopio da 9cm: un oculare da 32mm (39X) o 40mm (31X) forse sono più indicati. Considerato questo, ho comprato un oculare da 40mm, che comunque è meglio usare in cieli molto scuri.

Resta il fatto che 90mm di diametro raccolgono poca luce per osservare il profondo cielo: anche se non c'è un abisso, la differenza con un 114 si nota (è come confrontare un telescopio da 8" con uno da 10"). Ad esempio, nei maggiori ammassi globulari (M22 in particolare) il potere risolutivo potrebbe bastare, ma si sente la mancanza di luminosità quando si osservano le deboli stelline dell'ammasso. Qualcosa di simile accade osservando ammassi aperti molto compatti, come M11, che nel 114 è spettacolare in visione distolta, ma un po' deludente con l'ETX. La Grande Nebulosa di Orione (M42) invece resta una bella visione, se pur di poco inferiore al 114 (questo accade usando un 25mm sull'ETX e un 16mm sul 114, per avere un confronto abbastanza equo). Con le galassie ci vogliono diametri ben maggiori per vedere qualcosa di meglio di una vaga luminescenza più o meno tonda.

Per maggiori dettagli, si vedano le note osservative ("Come si vede?") nel menu a fianco.

Trasportabilità

Questo è il vero punto di forza dell'ETX: pesa circa 4Kg e mettendolo nella sua borsa, lo si porta abbastanza agevolmente anche a tracolla. Non ho avuto problemi nemmeno a portarlo in aereo come bagaglio a mano, mentre in macchina sta comodamente sul sedile del passeggero anteriore. Come telescopio da viaggio l'ho trovato molto comodo e in casa, oltre a non ingombrare nulla, passa senza la minima fatica da qualunque finestra o porta, ovviamente.

Volendo, esistono versioni di maggior diametro: l'ETX-125 dovrebbe offrire prestazioni di poco superiori a quelle dei 114, ma pesa il doppio dell'ETX-90 ed è più voluminoso: dal punto di vista di un pratico telescopio portatile, potrebbe diventare un po' meno interessante. Un compromesso potrebbe essere l'ETX-105, ma la differenza col 90 penso non sia tantissima. Questo comunque è un discorso molto soggettivo e dipende da chi acquista il telescopio.

Il discorso della trasportabilità si estente anche ad alcuni appunti sul treppiede, di cui parlo qui sotto.

Meccanica e Cercatore

Qui la musica cambia: la plastica abbonda. Dal punto di vista del trasporto, riduce il peso, ma non si ha una grande sensazione di solidità e robustezza. Però con le viti del cercatore si arriva all'esagerazione: viti di collimazione in plastica! Un po' troppo, non vi pare? Soprattutto considerando che il peso di una vitina è irrisorio e il costo anche... Maneggiando queste vitine ridicole, si ha il timore di spezzarle (anche perché l'avvitamento richiede una certa forza), inoltre una delle viti è perfino molto scomoda, essendo quasi attaccata alla forcella.

Parlando di cercatore, quello in dotazione è un 8x25 (passabile, considerando le dimensioni del telescopio). Risulta abbastanza scomodo per la vicinanza con l'oculare; nelle foto in questa pagina ho cercato di illustrare i problemi riscontrati e le soluzioni che ho adottato. Le nuove versioni computerizzate dovrebbero rimediare alla scarsa potenza del cercatore, tuttavia un cercatore serve sempre per impostare il computer (volendo si puo' puntare le stelle più luminose anche senza cercatore, ma non è sempre facile). In compenso i cerchi di puntamento sono grandi e quello in AR è perfino generoso.

Movimenti e motorizzazione

Il movimento micrometrico in declinazione/altezza potrebbe essere migliore, infatti avviene tramite la tecnica del braccio tangente e, anche se ha un'estensione di circa 30°, avrei preferito una vite senza fine. Inoltre il movimento non mi sembra dei più fluidi. Ad ogni modo sono cose tollerabili.

Il movimento in ascensione retta invece gira bene, ma ha poca "risoluzione" (un giro della manopola corrisponde a circa 20°) e trovo che sia appena sufficiente (ci vuole un po' di pratica). Inoltre io ho le mani piccole e mi trovo ancora abbastanza bene, ma la manopolina potrebbe essere di scomodo accesso per chi ha le mani grosse.

Anche questi problemi potrebbero non esserci nelle nuove versioni con motori e pulsantiera o computer.

Riguardo ai motori, questo ETX prima versione dispone "solo" di un motore in AR per inseguire il movimento del cielo, che mi è sembrato abbastanza preciso (a patto di mettere bene il telescopio in postazione, ovviamente). Questo motorino torna utile quando si osservano i pianeti e le stelle doppie, così ad alti ingrandimenti non è necessario muovere in continuazione il telescopio per centrare il soggetto. C'è però un altro problema nella meccanica dell'ETX: fra il tempo in cui si stringe la manopolina che blocca il movimento in AR e il momento in cui il motore comincia ad ingranare ed inseguire, possono passare un paio di secondi, per cui bisogna anticipare, in modo da avere l'oggetto centrato nel momento in cui inizia l'inseguimento.

Treppiedi

Di serie vengono fornite tre asticelle che in teoria dovrebbero fare da mini treppiede. Purtroppo, a meno di non volere osservare sdraiati per terra, ci vuole comunque un tavolino o il cofano di una macchina (a patto che sia sufficientemente orizzontale: immaginate se il vostro prezioso telescopietto dovesse scivolare...) e in ogni caso offrono una stabilità molto scarsa, é consentono di puntare agevolmente il polo celeste. In certi casi possono essere un "meglio che niente", se proprio dovesse servire una montatura equatoriale. Spesso invece ho finito per usare l'ETX come una sorta di mini dobson; in questo caso, appoggiando con tutta la base, il telescopio è stabilissimo (stiamo parlando di osservazione visuale: come ho già scritto sopra, non è uno strumento molto adatto alla fotografia): lo metto su uno sgabello e via. L'ho trovato talmente comodo, che alla fine ho quasi abbandonato il 114, nonostante sia un po' migliore!

Quando però non si osserva dal proprio giardino o terrazzo (o da quello di un hotel), ma come telescopio da campo, la faccenda cambia parecchio: non è facile trovare tavolini o sgabelli in mezzo ad un prato o una stradina remota e lontana da luci... Si può sempre mettere nel nel bagagliaio lo sgabello o un treppiede da campo per ETX (come quello nella prima foto), ma a questo punto si perde chiaramente parte del vantaggio di avere un telescopio portatile (ma resta meglio che portarsi dietro l'ancora trasportabilissimo 114). In teoria, se non sta sul cofano, potrebbe stare anche sul tetto dell'auto, se non è troppo alta, ma io preferisco usare il treppiede, quando vado in giro, soprattutto se voglio una montatura equatoriale seria.

Al modello del mio treppiede basta una mossa per aprirlo o chiuderlo, ma poi bisogna sempre regolare le gambe e avvitare il telescopio, più altre regolazioni se lo si vuole usarlo in equatoriale. Credo che se si intende usarlo regolarmente solo in questo modo (muoversi in macchina e usare un treppiede), non cambi molto dal prendersi un telescopio normale con tubo corto. Come telescopio da viaggio (in aereo in treno o in un'automobile piena di valigie) o da terrazzo (da portare dentro e fuori) invece ne sono perfino entusiasta.

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