Per osservarle, più che l'ingrandimento, conta la risoluzione (che dipende dal diametro dell'obiettivo): se disponete di un obiettivo troppo piccolo, certe coppie non verranno mai risolte, per quanto aumentiate l'ingrandimento. Altri fattori che influenzano queste osservazioni ad alta risoluzione sono principalmente (oltre ad uno strumento ben fermo):
Mizar ed Alcor si separano ad occhio nudo e sono conosciute fin dall'antichità (il loro nomi, dati dai Persiani, significano rispettivamente Il Cavallo e Il Cavaliere: per loro l'Orsa Maggiore era un carro trainato da tre destrieri). Ma quando nel 1650 Riccioli le osservò ebbe una sorpresa: Mizar si sdoppiava ancora in due componenti (due stelle bianche di 2,4 e 4,0m, separate da 14,4"). Fu la prima doppia visuale a venire scoperta. La prima volta l'ho separata con un canocchiale da 50mm (sostenuto precariamente), mentre con l'ETX 90 o il 114 è una bazzecola risolverla (ma è sempre una bella coppia).
Non è finita qui, perché in seguito si scoprì che Mizar A e B e Alcor sono a loro volta doppie! Ma queste tre coppie sono talmente strette, che per scoprirle non è bastato il telescopio: il caso volle che studiandole con lo spettroscopio, venne rilevato l'effetto doppler del reciproco movimento di queste stelle vicinissime (si dicono appunto binarie spettroscopiche e Mizar fu la prima anche di queste). Come se non bastasse, oltre a Mizar A e B, risulta dalle perturbazioni del moto di queste una terza componente, Mizar C, cosicchè si tratta addirittura di un sistema settuplo!
**E' una delle coppie più belle (per i colori blu e arancio) e facili (entrambe ben luminose (3,2 e 5,3m) e separate da oltre 34"): a bassi ingrandimenti è spettacolare.
**Questa è molto interessante: la coppia principale (4,6 e 4,9m) potrebbe venire risolta ad occhio nudo da chi ha una vista acuta, infatti la separazione ammonta a 208" (che alla loro distanza si traduce in un quinto d'anno luce). Osservandole invece con un piccolo telescopio, ognuna di esse si sdoppia ulteriormente, ma bisogna usare un ingrandimento abbastanza spinto: il 114 ci riusciva al massimo a 227X con qualche miglioria a circa 450X (preciso che sia l'oculare, un SR4, che la lente di Barlow erano ottiche di scarsa qualità, si veda nella sezione Filtri e Oculari).
**Si risolve con bassi ingrandimenti (96,4" di separazione) e offre alla vista una coppia giallo e rossa non troppo sbilanciata (3,8 e 6,4m). Si potrebbe tentare di risolverla con un binocolo.
*.A e B sono separate da una distanza ancora maggiore (176"), ma si tratta di una coppia fortemente sbilanciata (1,3 e 7,6m). Ad ogni modo sono molto facili con il 114.
*.E' una coppia carina di stelle bluastre (2,2 e 6,7m), separate da 53". Con l'ETX-90 era utile l'ER-16 (78X).
**Queste invece con l'ETX 90 appaiono appiccicate (4,4", 3,7 e 5,6m) e richiedono un ingrandimento maggiore: nei miei appunti scrissi che "a 139X sono ancora a contatto e si distinguono solo per brevi intervalli, a causa della turbolenza."
*.Questa è una coppia abbastanza ardua: la separazione di 9,5" non è certo proibitiva, ma la coppia è estremamente sbilanciata (0,4 contro 8m). Dopo innumerevoli tentativi falliti (a volte ho avuto l'impressione di, ma non ne avevo la certezza), l'ho finalmente sdoppiata senza ombra di dubbio col Kellner 9mm applicato all'ETX 90 (139X). Rigel A era bianca e sul bordo dei suoi cerchi di diffrazione si vedeva il puntolino blu di Rigel B. Si vedeva anche con l'ER-16. Era una fredda sera di fine Gennaio (1/27/2003) e l'ETX aveva avuto tre ore per acclimatarsi; la sera prima non ce l'avevo fatta a sdoppiarla.
*.Anche la stella polare è una doppia. E' più facile di Rigel, ma resta ugualmente un test per i piccoli strumenti (2,1 e 9m a 18,4"). Il 114 l'ha risolta senza eccessiva difficoltà. Potrebbe essere scomoda da raggiungere con certe montature equatoriali, in compenso ha il vantaggio di non richiedere praticamente inseguimento.
**L'ho osservata ad oltre 200X col 114, essendo abbastanza stretta (4,6"), ed è spettacolare. La principale, una gigante rossa, è anche una variabile e la secondaria, per contrasto col rosso cupo della primaria sembra verde (inoltre è una doppia spettroscopica). La A è colossale (65 milioni di volte più voluminosa del Sole), ma anche estremamente rarefatta e "fredda" (2600°K). La secondaria si vede meglio durante i minimi (il ciclo è irregolare, ma è all'incirca di tre mesi)
**La osservai la prima volta con l'ER-16 sul 114 (56X). E' abbastanza facile.
*.Un'altra bella coppia colorata non troppo difficile per i miei telescopietti (2,3 e 5,1m a 9,8"). Invece ci vuole un grande telescopio per risolvere la secondaria in due stelle, separate da appena 0,5"... di cui una è a sua volta una doppia spettroscopica. Quindi Almach sono in realtà quattro stelle.
**Castore A e B hanno un splendore simile (2,0 e 2,8) e sono abbastanza vicine (circa 4", ma cambia con il passare degli anni: nel 1965 la separazione era inferiore a due secondi d'arco). In realtà esite anche un terzo componente (Castore C, di 9m) a 72,5 secondi di distanza e, come se non bastasse, tutte e tre le stelle sono a loro volta doppie.
Come dice il nome, si tratta di quattro stelle disposte a quadrilatero, che sono ben visibili nel cuore della Nebulosa d'Orione anche con uno strumento di 90mm di diametro.
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