Il newtoniano 114/900 (f/8) è il classico telescopio su cui si sono fatti le ossa un gran numero di astrofili. Ha un ottimo rapporto qualità/prezzo, inoltre è versatile ed è buono sia sui pianeti, che nel profondo cielo (comunque si tratta sempre di uno strumento modesto).
Questo modello della Celestron ha il secondario sorretto da una sola asta: una buona cosa, perchè ha meno ostruzione rispetto ai secondari sorretti da più aste. Di contro ha una montatura economica, dall'aria poco solida e sottodimensionata, ma comunque è sufficiente per un uso visuale. In realtà ho fatto anche qualche foto in parallelo con discreti risultati, come la foto di Orione, nella pagina iniziale di "Cieli Notturni". Questa montatura è motorizzabile in AR, ma non ho acquistato il motore, quindi non posso pronunciarmi sulla sua efficacia. La vite senza fine è presente solo sul moto micrometrico in AR: col moto in declinazione ogni tanto si arriva a fine corsa e bisogna "ricaricare" (non capita troppo spesso: il movimento è decentemente ampio). Ad ogni modo entrambi i moti micrometrici sono abbastanza fluidi e precisi. I cerchi di puntamento in queste montature economiche sono alquanto approssimativi e non li ho mai usati (ormai ho fatto l'abitudine allo star-hopping, che consiste nel passare da una stella di riferimento ad un'altra).
Per i neofiti, l'uso di un newtoniano all'inizio non è molto intuitivo ed immediato (non è certo un binocolo), ma ci si abitua presto al campo "ruotato" e al guardare a 90° rispetto a dove punta il telescopio.
Per essere un delicato strumento astronomico, è relativamente resistente ed è ancora abbastanza trasportabile: anche tutto montato non pesa molto (circa 12 Kg) e può passare abbastanza facilmente da una porta (col treppiede semichiuso). Inoltre il tubo ottico, lungo circa un metro, può stare comodamente nei sedili posteriori di una piccola auto.
Resta comunque un oggetto un po' scomodo da afferrare e sollevare, ma prendendolo nel modo giusto, lo può trasportare di peso, per qualche metro, anche una ragazza; tra l'altro, togliendo il contrappeso per avvitarlo in un secondo momento, il peso da portare si riduce significativamente.
La Luna è spettacolare: una selva di crateri, monti, ecc. Su Saturno ho visto la divisione di Cassini, mentre su Giove le ombre delle sue lune proiettarsi sul pianeta, le due bande principali e altri fuggevoli dettagli minori (invece con l'EXT 90 ho scorto anche la Grande Macchia Rossa, ma a quel punto avevo un esperienza maggiore, per cui non escludo che non si veda anche col 114). Ho potuto risolvere anche diverse stelle doppie, tra cui la difficile doppia-doppia Epsilon Lyrae (molto difficile e dopo diversi tentativi). In rare notti quasi perfette, il 114 mi ha mostrato l'ammasso globulare M22 praticamente risolto fin quasi al nucleo (M13 invece restava "granuloso" al centro). La più debole cometa che ho potuto seguire è stata probabilmente la 55/p Tempel-Tuttle (la cometa delle Leonidi), che nel 1998 era di magnitudine 9 (secondo i calcoli). Della Galassia Vortice (M51) invece si intravvedevano solo i due nuclei, ma in un cielo veramente buio si notavano anche i dischi. Ho intravvisto anche la nebulosa Rosetta e la Nord America, ma erano veramente al limite della percezione, mentre molti oggetti di Messier sono tranquillamente alla sua portata e la Grande Nebulosa d'Orione (M42) è incantevole. Fra gli oggetti più belli nell'oculare di un 114 ci sono anche M11, M27, M31 e il doppio ammasso di Perseo.
Non pensiate però di vedere le nebulose come nelle fotografie dei libri! Per iniziare a vedere un po' i colori bisogna usare telescopi intorno al mezzo metro di diametro: in un 40cm, M57 (la Nebulosa ad Anello della Lira) mi era parsa appena verdognola. Molte nebulose appaiono giusto come un tenue chiarore, appena più "luminoso" del fondo nero del cielo, oppure un chiarore simile a quello della Via Lattea.

Il barilotto è ricavato da un robusto tubo per idraulica (notare lo spessore), mentre il paraluce da un contenitore per rullini fotografici.


Animazione della messa a fuoco

C'era una volta un binocolino 4x36...
La carenza maggiore del mio 114 era il cercatore sottodimensionato (5x24mm), perciò, poco tempo dopo l'acquisto, cominciai subito a cercare qualcosa di meglio. Problema: i 9x50 (o simili) con reticolo illuminato costavano uno sproposito. Facendo qualche esperimento, mi resi conto che costruire un barilotto con reticolo illuminato sembrava fattibile e in poco tempo lo realizzai: lo usai per il cercatore, che comunque restava piccolo. In seguito, avendo un vecchio canocchiale da 50mm di diametro, provai a trasformarlo in cercatore: ci volle parecchio lavoro e molta pazienza, ma alla fine ci riuscii. Il risultato non era sicuramente all'altezza di quello che avrebbe potuto fare una persona più esperta nel fai-da-te (non è il mio hobby), ma devo dire che se non altro è stato divertente: ha il suo fascino costruire i propri strumenti... Belli o brutti che siano.
Ecco dunque il curioso aggeggio che è venuto fuori:

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