2009-07-20

Buzz Aldrin's Race Into Space

Questi giorni di quarantennale mi fanno ripensare ad un vecchio gioco: Buzz Aldrin's Race Into Space (abbreviato BARIS), in cui, nei panni del direttore della NASA o dell'equivalente sovietico, si doveva vincere la corsa allo spazio, arrivando per primi sulla Luna, ripercorrendo la storia o provando a cambiarla, sviluppando programmi spaziali, scegliendo e reclutando astronauti, assemblando i mezzi, pianificando le missioni... Lo vidi per la prima volta nel 1993 su uno scaffale di un negozio d'informatica e fu amore a prima vista: lo comprai subito e l'ho ancora sull'hard disk. Ovviamente dopo 16 anni non è più lo stesso hard disk, né lo stesso computer e non è più neanche il sistema operativo DOS, che emulo tramite DosBox: ne è passata di acqua sotto i ponti! Eppure è ancora bello (forse in certi momenti un po' frustrante).
Esiste un fansite tutt'oggi attivo e un progetto, Race Into Space, per renderlo giocabile direttamente su sistemi operativi attuali.

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That's one small step for [a] man, one giant leap for mankind


Lo stadio di discesa del modulo lunare Eagle sulla Luna (quello di Apollo 11), ripreso recentemente da LRO (credit: NASA/Goddard Space Flight Center/Arizona State University)
Così disse Neil Armstrong, esattamente 40 anni fa (quasi: erano le 22:56 a Washignton, ma le 4:56 di notte/mattina del 21 in Italia), mentre realizzava uno dei sogni dell'umanità del XX secolo, insieme a "Buzz" Aldrin e a Michael Collins, in orbita attorno alla Luna, ma anche a tutta la gente della NASA, col fiato sospeso sulla Terra, come i milioni di telespettatori incollati alla TV, ma anche alla radio.
Il tutto, il programma Apollo, per una frazione delle spese annuali militari in quel periodo di Guerra Fredda; per un momento dimenticata dall'umanità, che anziché pensare di lanciarsi missili con testate nucleari addosso, li lanciava per realizzare sogni, storiche imprese, scienza, tecnologia, ma anche una buona fetta di propaganda: se gli statunitensi avessero fallito o mentito, i sovietici (che avevano fior di scienziati ed ingegneri anche loro) non avrebbero esitato a metterlo in luce.

Fra le cose che mi colpiscono di più in questo quarantennale, ci sono le spettacolari immagini ottenute dal Lunar Reconnaissance Orbiter dei siti d'atterraggio delle missioni Apollo. Ne ha fatto un bell'articolo anche Pierluigi Panunzi su Astronomia.com.
Nella sezione del sito NASA dedicata ai 40 anni dell'Apollo 11, si trovano anche i video restaurati di quell'epica impresa.

Paolo Attivissimo invece è riuscito a realizzare il suo di sogno, un'intervista Buzz Aldrin! Video della conferenza. Il modello di Saturno V, che purtroppo si è un po' danneggiato, viene dalla convention di Star Trek, che fanno tutti gli anni qua a Bellaria.

Già, gli appassionati di astronautica sono spesso anche appassionati di fantascienza e viceversa, come dice Fantascienza.com nel suo memoriale (succede anche che astronomi si mettano a scrivere racconti di fantascienza, come Vincenzo Zappalà: non potete dire che la scienza uccide la fantasia, anzi! E se poi parliamo di misteri, ce ne sono tanti di affascinanti da studiare e scoprire!)

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2009-06-29

Anno dell'astronomia e credenze

Questo è l'anno internazionale dell'astronomia: esattamente 400 anni fa, Galileo Galiei scrutò il cielo per la prima volta col suo cannocchiale. Un tempo il centro della cultura e del pensiero era proprio l'Italia. 400 anni dopo, siamo fortemente influenzati dalla cultura statunitense, i ricercatori italiani lottano per qualche euro di fondi in più, mentre ogni tanto si legge sui giornali di "cervelli in fuga" all'estero.

Sono passati i secoli, ma c'è molta gente che ancora confonde "astronomia" con "astrologia" e "astronomo" con "astrologo". Probabilmente c'è più gente che conosce il significato astrologico dei segni zodiacali, rispetto anche solo alle basi dell'astronomia. In fondo però trattano cose diverse, se ci pensate: gli astronomi "guardano" le stelle, gli astrologi la persona a cui fanno l'oroscopo (o le sue tasche). Ogni tanto penso che, più che gli astronomi, dovrebbero essere gli psicologi a borbottare.

Ma quest'anno ricade anche un altro anniversario: nel 1969 il primo uomo mise il piede sulla Luna, giusto dietro l'uscio di casa nostra (la Terra), facendo sognare un'intera generazione. 40 anni dopo, ancora si sente dire che era una farsa come in Capricorn One. "Teorie" di complotti, basate su cose infondate o implausibili, ma credute fermamente, in maniera acritica e fideistica, quasi come credenze religiose. Si crede ad ogni stupidaggine, ma agli "esperti" non si crede, perché "fanno parte del complotto". Qualcuno smonta regolarmente queste credenze, ma la fantasia dei complottisti trova sempre una scusa, una giustificazione, con estenuanti arrampicate sugli specchi.
Per Internet girano catene di S.Antonio a cui un sacco di gente crede acriticamente. Anche una sciocchezza su un sito verrà copia&incollata su tanti altri, spargendosi a macchia d'olio. «l'ha detto la TV», «l'ha detto il giornale», «l'ho letto in Internet»... i tempi cambiano, cambiano i mezzi, ma noi umani siamo sempre lì. Con Internet però tutti partecipano anche nell'inserire o nel diffondere certa disinformazione e leggende urbane, soprattutto quando si crede che qualsiasi sito sia autorevole: Internet invece è come una piazza o un bar, dove chiunque dice la sua (e anche Wikipedia non è una fonte). Fra queste cose, quelle catastrofiste sono le peggiori, perché ci sono persone che si spaventano davvero... per niente. Dall'LHC che creerebbe buchi neri alle storie sul 2012... L'imminente fine del mondo viene regolarmente riproposta da secoli. Eppure tutte queste cose persistono (dev'essere una materia interessante per gli psicologi).

Non mi stupisco che prima o poi qualcuno si stufi di chi vuol capire o credere solo a ciò che vuole credere:



Non fatelo a casa.
P.S.: Bart Sibrel, oltre a tormentare, provocando gli ex-astronauti settantenni fino a portarli all'esasperazione (tentando poi di denunciarli), recentemente (qualche mese fa) ha mostrato un altro aspetto della sua personalità, venendo arrestato per vandalismo: secondo la documentazione (vedi articolo collegato), Sibrel doveva parcheggiare, ma l'auto di una donna che doveva partire doveva scaldare il motore (era una giornata fredda); poco dopo si è liberato un altro posto, lui ha parcheggiato, è uscito dalla sua auto ed è saltato su e giù sul cofano di quella della donna, per un danno stimato di 1431,33 dollari.

Ma ormai tocca ammetterlo, non si può più nascondere: la fine del mondo è davvero vicina. Un noto astronomo ora si scusa e ammette che la fine è vicina: una scusa tardiva (da leggere fino in fondo, mi raccomando! :D ma non vi dico nulla).

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