2009-09-09

Opera 10


Il 31 agosto è stata rilasciata Opera 10 con tante novità, in particolare il Turbo, basato sul sistema usato da Opera Mini per risparmiare banda. Utile se si ha una connessione lenta o qualche problema di banda, altrimenti si va anche peggio e le immagini molto compresse sono bruttine. Volendo si può farne anche un altro uso, chiaramente non pubblicizzato, di attivarlo manualmente per usarlo per mascherare il proprio IP (appare come quello dei server di Opera).

Un'altra idea che sta venendo realizzata per il sempre innovativo browser norvegese è Opera Unite, già presente negli "snapshot", ma pianificata per Opera 10.10. In pratica trasforma Opera in una sorta di Webserver, accessibile a tutti, con qualunque browser, tramite i DNS di Opera Software (serve una registrazione al sito di Opera). Si può usare per condividere facilmente file o mostrare foto agli amici, senza bisogno di caricarli da qualche parte; ma anche ad ospitare una chat o un vero sito. Non so quanto, né a quanti possa servire davvero. Un sito sarebbe online solo quando il computer lo ospita, quindi a meno di non usare un computer come serverino, andrà offline come spengete la vostra macchina. Tuttavia le possibilità sono molte e qualche volta potrebbe farebbe comodo ed essere una soluzione più pratica e veloce di altre.

Browser a confronto

Opera 10 la sto provando dai primi snapshot e la relase finale è molto soddisfacente: sono state aggiunte anche alcune cose molto richieste nei forum di Opera e ormai già presenti in altri browser, che mi mancavano. Fra queste, segnalo il correttore ortografico e gli aggiornamenti automatici; ma anche nascondere la barra del menu (si poteva già, scaricando un pulsante su OperaWiki, su cui ci sono comunque molti altri pulsanti che potrebbero servire) e la possibilità di usare il client email integrato per scrivere email in html. Volendo, ora è possibile dire ad Opera di usare una Web-mail al posto del client integrato.

Con le novità e le migliorie, non sento quasi più la mancanza di Firefox, anche se devo dire che con l'ultima versione (3.5) è migliorato molto come prestazioni (non parlo tanto di javascript, in cui è molto veloce, anche se non come Chrome, ma dell'avvio "a freddo", del full page zoom ecc) e in genere è più supportato (non capita spesso, ma ci sono siti che anche con Opera 10 hanno qualche problema). Viceversa, Firefox, con SimpleMail (che non sarà Thunderbird o simili, ma ha tutte le funzioni che servono alla maggior parte della gente e supporta la scrittura di email in html) e altre estensioni, non fa mancare troppo Opera e ha sempre delle estensioni che fanno qualcosa in più (molti diranno già "Adblock", ma Opera ce l'ha da diverso tempo e anche le liste, anche se non mi piace molto l'idea, considerato che molti siti usano la pubblicità per campare, quindi personalmente blocco solo quella esagerata). A conti fatti, qualcosa in Opera mi piace lo stesso di più: sarà il feeling o la libertà nel configurare l'interfaccia; ma anche il client RSS, email e newsgroup unificati, così vedo tutto sulla sidebar e fare ricerche fra i feed e le mail; poi l'adatta alla larghezza... ma sono sempre meno e sempre più compensate dalle estensioni di Firefox.
Poi c'è il fattore abitudine.

In conclusione, è difficile decidere davvero chi è meglio. Nel frattempo, anche Google Chrome è sempre meglio, molto veloce e reattivo, anche se è poco configurabile, un po' spartano e utilizza più memoria degli altri. E Internet Explorer perde punti: la "guerra" dei browser da qualche tempo è molto accanita.

Diffusione di Opera

Stando al sito di Opera Software, Opera 10 è stata scaricata 10 milioni di volte nella prima settimana. Non sono certo gli 8 milioni in 24 ore di Firefox 3 anno scorso, ma comunque un bel successo, rispetto alle precedenti versioni. Secondo Jon von Tetzchner, CEO di Opera Software, il motivo di questo successo è Opera Turbo.

La cosa più curiosa è la diffusione geografica. Opera è un browser creato in Europa, in Norvegia, e forse è per quello che è più diffuso nel vecchio continente che su scala globale. Ognuno fa statistiche diverse: secondo Net Applications Opera attualmente ha 2% di market share, mentre per StatCounter è al 3%, ma poi mostra che in Nord America non è neanche l'1%, mentre in Europa supera il 7%. Più in dettaglio, da noi in Italia è poco più di 1% (circa come in Francia o in Spagna), in Germania 4%, in Norvegia (casa sua) 5%. Chi alza la media sono i Paesi dell'est: in Polonia è al 10%, mentre nelle ex repubbliche sovietiche supera addirittura il 30-40% di market share.

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2009-07-20

Buzz Aldrin's Race Into Space

Questi giorni di quarantennale mi fanno ripensare ad un vecchio gioco: Buzz Aldrin's Race Into Space (abbreviato BARIS), in cui, nei panni del direttore della NASA o dell'equivalente sovietico, si doveva vincere la corsa allo spazio, arrivando per primi sulla Luna, ripercorrendo la storia o provando a cambiarla, sviluppando programmi spaziali, scegliendo e reclutando astronauti, assemblando i mezzi, pianificando le missioni... Lo vidi per la prima volta nel 1993 su uno scaffale di un negozio d'informatica e fu amore a prima vista: lo comprai subito e l'ho ancora sull'hard disk. Ovviamente dopo 16 anni non è più lo stesso hard disk, né lo stesso computer e non è più neanche il sistema operativo DOS, che emulo tramite DosBox: ne è passata di acqua sotto i ponti! Eppure è ancora bello (forse in certi momenti un po' frustrante).
Esiste un fansite tutt'oggi attivo e un progetto, Race Into Space, per renderlo giocabile direttamente su sistemi operativi attuali.

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That's one small step for [a] man, one giant leap for mankind


Lo stadio di discesa del modulo lunare Eagle sulla Luna (quello di Apollo 11), ripreso recentemente da LRO (credit: NASA/Goddard Space Flight Center/Arizona State University)
Così disse Neil Armstrong, esattamente 40 anni fa (quasi: erano le 22:56 a Washignton, ma le 4:56 di notte/mattina del 21 in Italia), mentre realizzava uno dei sogni dell'umanità del XX secolo, insieme a "Buzz" Aldrin e a Michael Collins, in orbita attorno alla Luna, ma anche a tutta la gente della NASA, col fiato sospeso sulla Terra, come i milioni di telespettatori incollati alla TV, ma anche alla radio.
Il tutto, il programma Apollo, per una frazione delle spese annuali militari in quel periodo di Guerra Fredda; per un momento dimenticata dall'umanità, che anziché pensare di lanciarsi missili con testate nucleari addosso, li lanciava per realizzare sogni, storiche imprese, scienza, tecnologia, ma anche una buona fetta di propaganda: se gli statunitensi avessero fallito o mentito, i sovietici (che avevano fior di scienziati ed ingegneri anche loro) non avrebbero esitato a metterlo in luce.

Fra le cose che mi colpiscono di più in questo quarantennale, ci sono le spettacolari immagini ottenute dal Lunar Reconnaissance Orbiter dei siti d'atterraggio delle missioni Apollo. Ne ha fatto un bell'articolo anche Pierluigi Panunzi su Astronomia.com.
Nella sezione del sito NASA dedicata ai 40 anni dell'Apollo 11, si trovano anche i video restaurati di quell'epica impresa.

Paolo Attivissimo invece è riuscito a realizzare il suo di sogno, un'intervista Buzz Aldrin! Video della conferenza. Il modello di Saturno V, che purtroppo si è un po' danneggiato, viene dalla convention di Star Trek, che fanno tutti gli anni qua a Bellaria.

Già, gli appassionati di astronautica sono spesso anche appassionati di fantascienza e viceversa, come dice Fantascienza.com nel suo memoriale (succede anche che astronomi si mettano a scrivere racconti di fantascienza, come Vincenzo Zappalà: non potete dire che la scienza uccide la fantasia, anzi! E se poi parliamo di misteri, ce ne sono tanti di affascinanti da studiare e scoprire!)

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2009-06-29

Anno dell'astronomia e credenze

Questo è l'anno internazionale dell'astronomia: esattamente 400 anni fa, Galileo Galiei scrutò il cielo per la prima volta col suo cannocchiale. Un tempo il centro della cultura e del pensiero era proprio l'Italia. 400 anni dopo, siamo fortemente influenzati dalla cultura statunitense, i ricercatori italiani lottano per qualche euro di fondi in più, mentre ogni tanto si legge sui giornali di "cervelli in fuga" all'estero.

Sono passati i secoli, ma c'è molta gente che ancora confonde "astronomia" con "astrologia" e "astronomo" con "astrologo". Probabilmente c'è più gente che conosce il significato astrologico dei segni zodiacali, rispetto anche solo alle basi dell'astronomia. In fondo però trattano cose diverse, se ci pensate: gli astronomi "guardano" le stelle, gli astrologi la persona a cui fanno l'oroscopo (o le sue tasche). Ogni tanto penso che, più che gli astronomi, dovrebbero essere gli psicologi a borbottare.

Ma quest'anno ricade anche un altro anniversario: nel 1969 il primo uomo mise il piede sulla Luna, giusto dietro l'uscio di casa nostra (la Terra), facendo sognare un'intera generazione. 40 anni dopo, ancora si sente dire che era una farsa come in Capricorn One. "Teorie" di complotti, basate su cose infondate o implausibili, ma credute fermamente, in maniera acritica e fideistica, quasi come credenze religiose. Si crede ad ogni stupidaggine, ma agli "esperti" non si crede, perché "fanno parte del complotto". Qualcuno smonta regolarmente queste credenze, ma la fantasia dei complottisti trova sempre una scusa, una giustificazione, con estenuanti arrampicate sugli specchi.
Per Internet girano catene di S.Antonio a cui un sacco di gente crede acriticamente. Anche una sciocchezza su un sito verrà copia&incollata su tanti altri, spargendosi a macchia d'olio. «l'ha detto la TV», «l'ha detto il giornale», «l'ho letto in Internet»... i tempi cambiano, cambiano i mezzi, ma noi umani siamo sempre lì. Con Internet però tutti partecipano anche nell'inserire o nel diffondere certa disinformazione e leggende urbane, soprattutto quando si crede che qualsiasi sito sia autorevole: Internet invece è come una piazza o un bar, dove chiunque dice la sua (e anche Wikipedia non è una fonte). Fra queste cose, quelle catastrofiste sono le peggiori, perché ci sono persone che si spaventano davvero... per niente. Dall'LHC che creerebbe buchi neri alle storie sul 2012... L'imminente fine del mondo viene regolarmente riproposta da secoli. Eppure tutte queste cose persistono (dev'essere una materia interessante per gli psicologi).

Non mi stupisco che prima o poi qualcuno si stufi di chi vuol capire o credere solo a ciò che vuole credere:



Non fatelo a casa.
P.S.: Bart Sibrel, oltre a tormentare, provocando gli ex-astronauti settantenni fino a portarli all'esasperazione (tentando poi di denunciarli), recentemente (qualche mese fa) ha mostrato un altro aspetto della sua personalità, venendo arrestato per vandalismo: secondo la documentazione (vedi articolo collegato), Sibrel doveva parcheggiare, ma l'auto di una donna che doveva partire doveva scaldare il motore (era una giornata fredda); poco dopo si è liberato un altro posto, lui ha parcheggiato, è uscito dalla sua auto ed è saltato su e giù sul cofano di quella della donna, per un danno stimato di 1431,33 dollari.

Ma ormai tocca ammetterlo, non si può più nascondere: la fine del mondo è davvero vicina. Un noto astronomo ora si scusa e ammette che la fine è vicina: una scusa tardiva (da leggere fino in fondo, mi raccomando! :D ma non vi dico nulla).

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2008-10-05

Fumetti online

La rete, si sa, fra le sue piccole rivoluzioni ha portato anche nuove opportunità ai creativi, tra cui quella di pubblicare le proprie opere senza dover passare da una casa discografica, editoriale, cinematografica e così via. C'è spazio per la creatività di tutti e i lavori dei creativi indipendenti spuntano come funghi.

Questo vale anche per i fumetti. Ovviamente non ci sono solo capolavori in questa moltitudine di indie comics, c'è di tutto; però in mezzo si trovano anche realizzazioni valide ed idee interessanti, fra le quali:

  • Flipside è molto vicino ad un lavoro professionale, come disegni (in stile manga), oltre che per i pannelli, l'uso dei retini, eccetera. Anche la storia non è banale e affronta temi non facili. Di solito è fra i primi nella classifica dei più votati in TopWebComics.com e credo sia una posizione meritata. C'è anche chi ha tradotto Flipside in italiano: la traduzione è un po' indietro (attualmente è al capitolo 10, mentre in inglese è al 18), ma sicuramente farà piacere a chi gradisce leggerlo nella nostra lingua.

  • Megatokyo è stato il primo che ho iniziato a seguire, alcuni anni fa. I personaggi prendono spunto dall'autore stesso e dai suoi amici. Non manca l'humour (specialmente all'inizio) e chi apprezza i manga coglierà diverse citazioni di opere più o meno famose e di qualche videogame del Sol Levante. Anche di Megatokyo esiste una traduzione in italiano fatta da alcuni suoi fan. Sia MegaTokyo che Flipside hanno trovato un editore per produrre anche una versione cartacea, ma forse negli USA è più facile.

  • Legostar Galactica invece è qualcosa di più curioso: fatto con gli omini Lego, è una parodia di Guerre Stellari, ma anche di altri film e serie di fantascienza come Heroes. Forse anche grazie alla relativa semplicità di realizzazione, l'autore pubblica una pagina ogni giorno, tranne i fine settimana, ma per il quinto anniversario ha realizzato anche una breve animazione, Sith Happens (di simili giochi di parole ce ne sono diversi nel fumetto).

  • Lizzy non è notevole tanto per i disegni un po' particolari, o l'eroina, che una volta tanto non è la solita stangona tettuta, o per la criptica (per ora) storia cyberqualcosa, ma per il fatto che ogni pagina è in Flash ed interattiva. Sicuramente "un'esperienza" unica che non è possibile ottenere con la semplice carta.

Ce ne sono altri a cui val la pena di darci almeno un'occhiata: Purgatory Tower (bei disegni e colori, purtroppo l'autrice non pubblica più altre pagine da maggio), Crowfeathers (un western-fantasy di un'autrice nativa americana), Manage a 3, VGCats (per gli amanti del demenziale), ...

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2008-09-04

Google Chrome

Hardware Upgrade ha dedicato uno speciale a Google Chrome, il nuovo browser sfornato "a sorpresa" da Google, ma ne hanno parlato anche i quotidiani online, come Repubblica.it, La Stampa.it, Il Corriere... Le novità in fatto di browser mi interessano sempre e naturalmente l'ho provato subito. Per ora brevemente, ma come prima impressione è stata favorevole, soprattutto considerando che è una prima beta release. Non mi voglio dilungare, che ne saranno già stati scritti fiumi di caratteri e chissà quante prove. Vediamo se avrà successo. Per ora è ancora lì, installato...

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2008-07-28

The Last Lecture

Qui scrivo un "appunto" in media circa una volta al mese, che parla per lo più di web, perché in fondo questo è un sitino in cui ogni tanto faccio qualche esperimento, ma nella vita di tutti i giorni ci sono svariate altre cose a cui penso.
Randy Pausch si è "spento" tre giorni fa. Era un informatico, ma non solo. Lo si ricorda in particolare per la sua ultima conferenza, appunto, di quasi un anno fa (qui sottotitolata in italiano), quando sapeva che la sua vita stava per finire:



Infondo non dice nulla di straordinario (non dovrebbe esserlo, almeno) né è il primo e il solo, ma lo espone bene, in modo sicuramente esemplare (e coerente, considerata la sua condizione). Son cose che raramente si ricordano o vengono proprio ignorate, ma che secondo me vale invece la pena di tenere sempre a mente. Credo sia scontato dire che se tutti fossero così, il mondo sarebbe un posto migliore, ma mi vien da dirlo lo stesso.

Nel suo sito ha scritto in proposito: «I am flattered and embarassed by all the recent attention to my "Last Lecture." I am told that, including abridged versions, over six million people have viewed the lecture online. The lecture really was for my kids, but if others are finding value in it, that is wonderful. But rest assured; I'm hardly unique. Send your kids to Carnegie Mellon and the other professors here will teach them valuable life lessons long after I'm gone. »

Ebbene, a giudicare dal risalto che ne è stato dato e dai commenti su Youtube, direi sicuramente d sì: anche altri, oltre a quelle tre persone a cui era indirizzata ufficialmente la conferenza, hanno trovato qualcosa in essa.

Sicuramente la morte fa "paradossalmente" riflettere sulla vita (o, se ci rifletti già, ti fa riflettere in particolare). I miei conoscenti sanno perché ci sto riflettendo (come loro, del resto), ma non credo che il dettaglio interessi ad altri. Agli altri, contribuisco a diffondere il bel messaggio di Paush e, come dice lui, «if others are finding value in it, that is wonderful».

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