2009-09-09

Opera 10


Il 31 agosto è stata rilasciata Opera 10 con tante novità, in particolare il Turbo, basato sul sistema usato da Opera Mini per risparmiare banda. Utile se si ha una connessione lenta o qualche problema di banda, altrimenti si va anche peggio e le immagini molto compresse sono bruttine. Volendo si può farne anche un altro uso, chiaramente non pubblicizzato, di attivarlo manualmente per usarlo per mascherare il proprio IP (appare come quello dei server di Opera).

Un'altra idea che sta venendo realizzata per il sempre innovativo browser norvegese è Opera Unite, già presente negli "snapshot", ma pianificata per Opera 10.10. In pratica trasforma Opera in una sorta di Webserver, accessibile a tutti, con qualunque browser, tramite i DNS di Opera Software (serve una registrazione al sito di Opera). Si può usare per condividere facilmente file o mostrare foto agli amici, senza bisogno di caricarli da qualche parte; ma anche ad ospitare una chat o un vero sito. Non so quanto, né a quanti possa servire davvero. Un sito sarebbe online solo quando il computer lo ospita, quindi a meno di non usare un computer come serverino, andrà offline come spengete la vostra macchina. Tuttavia le possibilità sono molte e qualche volta potrebbe farebbe comodo ed essere una soluzione più pratica e veloce di altre.

Browser a confronto

Opera 10 la sto provando dai primi snapshot e la relase finale è molto soddisfacente: sono state aggiunte anche alcune cose molto richieste nei forum di Opera e ormai già presenti in altri browser, che mi mancavano. Fra queste, segnalo il correttore ortografico e gli aggiornamenti automatici; ma anche nascondere la barra del menu (si poteva già, scaricando un pulsante su OperaWiki, su cui ci sono comunque molti altri pulsanti che potrebbero servire) e la possibilità di usare il client email integrato per scrivere email in html. Volendo, ora è possibile dire ad Opera di usare una Web-mail al posto del client integrato.

Con le novità e le migliorie, non sento quasi più la mancanza di Firefox, anche se devo dire che con l'ultima versione (3.5) è migliorato molto come prestazioni (non parlo tanto di javascript, in cui è molto veloce, anche se non come Chrome, ma dell'avvio "a freddo", del full page zoom ecc) e in genere è più supportato (non capita spesso, ma ci sono siti che anche con Opera 10 hanno qualche problema). Viceversa, Firefox, con SimpleMail (che non sarà Thunderbird o simili, ma ha tutte le funzioni che servono alla maggior parte della gente e supporta la scrittura di email in html) e altre estensioni, non fa mancare troppo Opera e ha sempre delle estensioni che fanno qualcosa in più (molti diranno già "Adblock", ma Opera ce l'ha da diverso tempo e anche le liste, anche se non mi piace molto l'idea, considerato che molti siti usano la pubblicità per campare, quindi personalmente blocco solo quella esagerata). A conti fatti, qualcosa in Opera mi piace lo stesso di più: sarà il feeling o la libertà nel configurare l'interfaccia; ma anche il client RSS, email e newsgroup unificati, così vedo tutto sulla sidebar e fare ricerche fra i feed e le mail; poi l'adatta alla larghezza... ma sono sempre meno e sempre più compensate dalle estensioni di Firefox.
Poi c'è il fattore abitudine.

In conclusione, è difficile decidere davvero chi è meglio. Nel frattempo, anche Google Chrome è sempre meglio, molto veloce e reattivo, anche se è poco configurabile, un po' spartano e utilizza più memoria degli altri. E Internet Explorer perde punti: la "guerra" dei browser da qualche tempo è molto accanita.

Diffusione di Opera

Stando al sito di Opera Software, Opera 10 è stata scaricata 10 milioni di volte nella prima settimana. Non sono certo gli 8 milioni in 24 ore di Firefox 3 anno scorso, ma comunque un bel successo, rispetto alle precedenti versioni. Secondo Jon von Tetzchner, CEO di Opera Software, il motivo di questo successo è Opera Turbo.

La cosa più curiosa è la diffusione geografica. Opera è un browser creato in Europa, in Norvegia, e forse è per quello che è più diffuso nel vecchio continente che su scala globale. Ognuno fa statistiche diverse: secondo Net Applications Opera attualmente ha 2% di market share, mentre per StatCounter è al 3%, ma poi mostra che in Nord America non è neanche l'1%, mentre in Europa supera il 7%. Più in dettaglio, da noi in Italia è poco più di 1% (circa come in Francia o in Spagna), in Germania 4%, in Norvegia (casa sua) 5%. Chi alza la media sono i Paesi dell'est: in Polonia è al 10%, mentre nelle ex repubbliche sovietiche supera addirittura il 30-40% di market share.

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2009-06-29

Anno dell'astronomia e credenze

Questo è l'anno internazionale dell'astronomia: esattamente 400 anni fa, Galileo Galiei scrutò il cielo per la prima volta col suo cannocchiale. Un tempo il centro della cultura e del pensiero era proprio l'Italia. 400 anni dopo, siamo fortemente influenzati dalla cultura statunitense, i ricercatori italiani lottano per qualche euro di fondi in più, mentre ogni tanto si legge sui giornali di "cervelli in fuga" all'estero.

Sono passati i secoli, ma c'è molta gente che ancora confonde "astronomia" con "astrologia" e "astronomo" con "astrologo". Probabilmente c'è più gente che conosce il significato astrologico dei segni zodiacali, rispetto anche solo alle basi dell'astronomia. In fondo però trattano cose diverse, se ci pensate: gli astronomi "guardano" le stelle, gli astrologi la persona a cui fanno l'oroscopo (o le sue tasche). Ogni tanto penso che, più che gli astronomi, dovrebbero essere gli psicologi a borbottare.

Ma quest'anno ricade anche un altro anniversario: nel 1969 il primo uomo mise il piede sulla Luna, giusto dietro l'uscio di casa nostra (la Terra), facendo sognare un'intera generazione. 40 anni dopo, ancora si sente dire che era una farsa come in Capricorn One. "Teorie" di complotti, basate su cose infondate o implausibili, ma credute fermamente, in maniera acritica e fideistica, quasi come credenze religiose. Si crede ad ogni stupidaggine, ma agli "esperti" non si crede, perché "fanno parte del complotto". Qualcuno smonta regolarmente queste credenze, ma la fantasia dei complottisti trova sempre una scusa, una giustificazione, con estenuanti arrampicate sugli specchi.
Per Internet girano catene di S.Antonio a cui un sacco di gente crede acriticamente. Anche una sciocchezza su un sito verrà copia&incollata su tanti altri, spargendosi a macchia d'olio. «l'ha detto la TV», «l'ha detto il giornale», «l'ho letto in Internet»... i tempi cambiano, cambiano i mezzi, ma noi umani siamo sempre lì. Con Internet però tutti partecipano anche nell'inserire o nel diffondere certa disinformazione e leggende urbane, soprattutto quando si crede che qualsiasi sito sia autorevole: Internet invece è come una piazza o un bar, dove chiunque dice la sua (e anche Wikipedia non è una fonte). Fra queste cose, quelle catastrofiste sono le peggiori, perché ci sono persone che si spaventano davvero... per niente. Dall'LHC che creerebbe buchi neri alle storie sul 2012... L'imminente fine del mondo viene regolarmente riproposta da secoli. Eppure tutte queste cose persistono (dev'essere una materia interessante per gli psicologi).

Non mi stupisco che prima o poi qualcuno si stufi di chi vuol capire o credere solo a ciò che vuole credere:



Non fatelo a casa.
P.S.: Bart Sibrel, oltre a tormentare, provocando gli ex-astronauti settantenni fino a portarli all'esasperazione (tentando poi di denunciarli), recentemente (qualche mese fa) ha mostrato un altro aspetto della sua personalità, venendo arrestato per vandalismo: secondo la documentazione (vedi articolo collegato), Sibrel doveva parcheggiare, ma l'auto di una donna che doveva partire doveva scaldare il motore (era una giornata fredda); poco dopo si è liberato un altro posto, lui ha parcheggiato, è uscito dalla sua auto ed è saltato su e giù sul cofano di quella della donna, per un danno stimato di 1431,33 dollari.

Ma ormai tocca ammetterlo, non si può più nascondere: la fine del mondo è davvero vicina. Un noto astronomo ora si scusa e ammette che la fine è vicina: una scusa tardiva (da leggere fino in fondo, mi raccomando! :D ma non vi dico nulla).

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2008-10-05

Fumetti online

La rete, si sa, fra le sue piccole rivoluzioni ha portato anche nuove opportunità ai creativi, tra cui quella di pubblicare le proprie opere senza dover passare da una casa discografica, editoriale, cinematografica e così via. C'è spazio per la creatività di tutti e i lavori dei creativi indipendenti spuntano come funghi.

Questo vale anche per i fumetti. Ovviamente non ci sono solo capolavori in questa moltitudine di indie comics, c'è di tutto; però in mezzo si trovano anche realizzazioni valide ed idee interessanti, fra le quali:

  • Flipside è molto vicino ad un lavoro professionale, come disegni (in stile manga), oltre che per i pannelli, l'uso dei retini, eccetera. Anche la storia non è banale e affronta temi non facili. Di solito è fra i primi nella classifica dei più votati in TopWebComics.com e credo sia una posizione meritata. C'è anche chi ha tradotto Flipside in italiano: la traduzione è un po' indietro (attualmente è al capitolo 10, mentre in inglese è al 18), ma sicuramente farà piacere a chi gradisce leggerlo nella nostra lingua.

  • Megatokyo è stato il primo che ho iniziato a seguire, alcuni anni fa. I personaggi prendono spunto dall'autore stesso e dai suoi amici. Non manca l'humour (specialmente all'inizio) e chi apprezza i manga coglierà diverse citazioni di opere più o meno famose e di qualche videogame del Sol Levante. Anche di Megatokyo esiste una traduzione in italiano fatta da alcuni suoi fan. Sia MegaTokyo che Flipside hanno trovato un editore per produrre anche una versione cartacea, ma forse negli USA è più facile.

  • Legostar Galactica invece è qualcosa di più curioso: fatto con gli omini Lego, è una parodia di Guerre Stellari, ma anche di altri film e serie di fantascienza come Heroes. Forse anche grazie alla relativa semplicità di realizzazione, l'autore pubblica una pagina ogni giorno, tranne i fine settimana, ma per il quinto anniversario ha realizzato anche una breve animazione, Sith Happens (di simili giochi di parole ce ne sono diversi nel fumetto).

  • Lizzy non è notevole tanto per i disegni un po' particolari, o l'eroina, che una volta tanto non è la solita stangona tettuta, o per la criptica (per ora) storia cyberqualcosa, ma per il fatto che ogni pagina è in Flash ed interattiva. Sicuramente "un'esperienza" unica che non è possibile ottenere con la semplice carta.

Ce ne sono altri a cui val la pena di darci almeno un'occhiata: Purgatory Tower (bei disegni e colori, purtroppo l'autrice non pubblica più altre pagine da maggio), Crowfeathers (un western-fantasy di un'autrice nativa americana), Manage a 3, VGCats (per gli amanti del demenziale), ...

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2008-09-04

Google Chrome

Hardware Upgrade ha dedicato uno speciale a Google Chrome, il nuovo browser sfornato "a sorpresa" da Google, ma ne hanno parlato anche i quotidiani online, come Repubblica.it, La Stampa.it, Il Corriere... Le novità in fatto di browser mi interessano sempre e naturalmente l'ho provato subito. Per ora brevemente, ma come prima impressione è stata favorevole, soprattutto considerando che è una prima beta release. Non mi voglio dilungare, che ne saranno già stati scritti fiumi di caratteri e chissà quante prove. Vediamo se avrà successo. Per ora è ancora lì, installato...

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2008-06-30

Bianco e nero

Ho letto un articolo di Massimo Mantellini con cui mi ritrovo concorde in diversi punti. In particolare c'è una cosa a cui tengo e che lui ha espresso molto bene:
È interessante notare come nella rappresentazione dello scenario solo gli estremi vengano compresi: la rete o è fantastica, nell'apologia nota che dedichiamo ad ogni nuova innovazione tecnologica, o è diabolica ed in grado di distruggere le nostre vite in pochi istanti.

Quando qualcuno tenta di ristabilire i corretti chiaroscuri della questione, analizzando pro e contro, cambiamenti epocali indotti dall'uso della rete e pericoli ad essa correlati, invece che essere correttamente citato per il proprio importante contributo, viene immediatamente arruolato nella fila di questo o quello schieramento ed il suo pensiero sezionato e ridotto a macchietta pro o anti qualcosa.

L'articolo parla di Internet, ma lo stesso discorso vale anche in altri ambiti e spesso affiora nelle discussioni più disparate. Questo modo di concepire le cose, che considera solo gli estremi (per cui le cose o sono bianche o sono nere o buoni o cattivi, o sei con noi o contro di noi, o sei con Dio o con Satana), una visione priva di "gradazioni", figuriamoci della varietà di "colori", si presta a facili manipolazioni, demonizzazioni/santificazioni. Altre possibilità e punti di vista non sfiorano neanche chi pensa così. Lo trovo fortemente semplicista e limitante, perché esclude a priori visioni più ampie, che consentirebbero invece di analizzare la questione nel suo insieme più o meno complesso, fatto di tanti diversi elementi, in modo da ragionare in base al quadro completo e non solo su alcuni dettagli, i primi più in vista o la propria limitata esperienza personale. Insieme a generalizzazioni affrettate e giudizi faciloni, ci si imbatte in considerazioni apparentemente credibili (forse), ma in seconda analisi del tutto fallaci, che portano come minimo a fraintendimenti.

In conclusione mi ha fatto piacere leggere un articolo un po' più equilibrato dei soliti allarmisti o viceversa facili entusiasti.

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2008-06-17

Nuovi browser

In questi giorni si susseguono i lanci delle nuove versioni dei browser

Oggi, 17 giugno 2008 (aggiungo: alle 19.00 italiane), Mozilla vuole stabilire un record mondiale di scaricamenti col suo nuovo Firefox 3 (vedi speciale su Punto Informatico):
Download Daysupporto
Dunque finalmente Firefox 3.0! In realtà lo sto usando già da tempo (versioni alpha, beta, RC, per non parlare delle "nightly", con qualche trucco per forzare la compatibilità delle estensioni) e, dopo che avevo quasi abbandonato Firefox con versione 2 (lento, peante, con spaventosi memory leaks, eccetera), devo dire ha fatto un bel salto di qualità: (il sottovalutatissimo) Opera è stato il mio browser preferito per anni, ma ora non saprei con certezza quale dei due scegliere. Se il caricamento del browser con Firefox fosse più rapido, se il pulsante "indietro" fosse più responsivo, se avesse l'Adatta alla larghezza, se avesse un'interfaccia più personalizzabile e altre cosette... ma ha anche lui i suoi punti di forza (vedi sotto).
P.S.: caspita, oltre otto milioni di download! Puntava a cinque.


Intanto anche Opera è uscita con una versione nuova di zecca (pochi giorni prima di Firefox, con una mossa a sorpresa): Opera 9.50, con un nuovo "motore", tante migliorie e novità (vedi articolo su PI e l'annuncio nel blog dell'Opera Desktop Team).

Opera 9.5 - beautifully engineered

Sulla bellezza il discorso è soggettivo, però ci sono tante skin disponibili, anche quella vecchia (funzionano ancora perfino quelle della versione 7.5, come Marina, una delle più votate).
Riguardo alla velocità, non saprei: in effetti dai test risulta che ora Firefox e Safari sono più veloci nell'eseguire javascript (tutti i 3 browser sono comunque molto veloci se paragonati ad Internet Explorer 7 o 8 beta), tuttavia, se devo aprire un file html, ci metto meno a caricare Opera (almeno su Windows XP), mentre nella navigazione il browser risponde in fretta ai comandi.
Quello che mi manca su Opera, rispetto a Firefox è soprattutto il dizionario in linea (che sottolinea eventuali errori di battitura mentre scrivi, molto comodo). Poi Firefox è più supportato e/o forse digerisce meglio i siti non standard, infatti, quando faccio provare i due browser, spesso viene preferito Firefox per la "compatibilità". C'è anche qualche estensione di Firefox che può mancare, però la maggior parte sono cose che Opera ha già integrate, poi ci sono degli user Javascript, widgets, pulsanti alternativi (da trascinare dalla pagina direttamente sull'interfaccia e, a differenza di Firefox, non è necessario riavviare il browser).
Si possono modificare anche i menu, senza bisogno di estensioni: andate su "Preferenze" -> tab "Avanzate" -> "Barre Strumenti" (nell'elenco a lato) e duplicate "Impostazioni Menu" (nel riquardo in basso). Aprite il file che è stato così generato: standard_menu (1).ini, nella cartella del profilo di Opera. In questo file aggiungere ad esempio Item, Wordreference (en/it) = Go to page, "http://www.wordreference.com/enit/%t": quando selezionate una parola e cliccate col destro, ora sarà possibile tradurla con Wordreference.
Sono alcune delle cose che a prima vista non sembra che Opera possa fare (e forse questa scarsa visibilità e il fatto che c'è qualcosa da "smanettare" è un altro suo punto debole).


Altri browser stanno facendo parlare di sé, in particolare Safari. Safari 3.1 è stato rilasciato tre mesi fa: ora si parla di Safari 4, che promette faville. Io non uso MacOS X (e può darsi che lì mi farebbe un'altra impressione), ma la versione 3.1 per Windows non mi sembrava comunque male. Il problema è che se certe scelte su Mac hanno un senso, su Windows sono meno gradevoli, ad esempio sarebbe bello poter cambiare skin e altre cose; inoltre non mi sembrava che avesse molte caratteristiche da offrire rispetto ad Opera o Firefox (forse a chi usa Firefox senza estensioni, potrebbe piacere di più). Non c'era neanche il full page zoom, di cui avevo l'abitudine su Opera dalla versione 5 (2001... arrivato in IE7 nel 2006 e Firefox adesso con la versione 3). Safari è stato anche criticato, in particolare da PayPal per carenza di funzioni anti-phishing. Qualche blogger obiettava dicendo che PayPal dovrebbe essere responsabile della sicurezza del proprio sito, ma le tipiche tecniche di phishing non passano affatto dal sito originale, anzi consistono nell'inviare un'email con un link ad un sito esterno fraudolento, che imita l'originale, in cui il malintenzionato invita l'ignaro utente ad inserire la sua password.
Riguardo invece alle falle individuate e rimaste aperte, è difficile fare confronti fra browser appena usciti e con diverse diffusioni, comunque attualmente, nonostante le poche segnalazioni, su Secunia non ne esce benissimo, specialmente nella versione per Windows: 2 su 4 non patchate (la cui peggiore è "Highly critical"). Nella versione per MacOS, se ne segnalano invece 1/3 (e "less critical").
Per confronto (non ci sono ovviamente ancora dati sui browser appena usciti):
IE6: 23/129 ("Moderately critical").
IE7: 9/28 ("Moderately critical").
Firefox 2: 3/23 ("Less critical").
Opera 9: 0/14.

Poi c'è Internet Explorer 8, ancora in sviluppo, che sebbene attualmente non prometta prestazioni entusiasmanti, finalmente (come annunciato tempo fa) adotterà una modalità standard (detta "superstandard" in IE8) uguale agli altri browser, per la gioia degli sviluppatori Web... o almeno si spera. Inoltre vuol portare anche lui delle novità, come "Activities" e "WebSlices".


Insomma sono state rilasciate le versioni finali di due bei browser, che spero facciano successo. Altri sono in arrivo. Ormai tutti i browser sono molto veloci (tranne IE) e sono più attenti alla sicurezza (tranne qualche critica per Safari). C'è una bella lotta, credo che il miglior browser sia quello con cui ci si trova meglio, ma anche che valga la pena di guardarsi intorno.

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2008-02-01

Mortalità internettiana

Nell'era di Internet abbiamo a disposizione una mole immensa di informazioni, talvolta preziose, ma queste informazioni quanto dureranno?

Tempo fa, facendo manutenzione ai bookmark del mio browser, ho notato che c'erano parecchi "dead link". Erano cose di pochi anni fa ed erano pagine che contenevano informazioni utili, non sempre ritrovabili altrove. Cose quindi che sono andate perdute in poco tempo. Adesso, se una cosa mi interessa molto, la salvo in locale sul mio hard disk (più backup vari, ovviamente), ma fa comunque pensare.

Una moltitudine di materiale, testi, immagini, suoni, applicazioni, ...

Qualcuno in Internet ci fa perfino i backup. Certe volte sembra quasi che certi siti e certi servizi ci saranno per sempre. Ma cosa rimarrà di un sito il cui l'autore (persona o azienda) non ci sarà più o smetterà di occuparsene e di pagare il dominio o l'hosting? O il sito di una società che è fallita? L'informazione in molti casi sparirà nel nulla.
Il web ora è anche informazione collaborativa, come nelle "wiki": qui il contenuto non dipende più da una sola entità, ma non è affatto detto che esisteranno per sempre: il servizio richiede comunque fondi per restare "vivo", on line.

Intanto molti siti sono scomparsi nel nulla.

Gli antichi dicevano: "scripta manent", ma per far restare acceso un server, servono soldi ed energia; un libro invece basta riporlo in uno scaffale e, anche fra 10, 20, 50 e più anni, sarà lì, disponibile. Al massimo ingiallirà un poco, ma dopotutto possiamo ancora leggere alcuni papiri egiziani, tavolette e rotoli di secoli o millenni fa. Un sito di un paio d'anni fa invece potrebbe non esserci più.
Tutto ciò mi fa un po' riflettere. Intanto le cose che mi interessano le salvo.

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2008-01-21

Layout fisso? No grazie!

I siti che si incontrano navigando hanno spesso una dimensione orizzontale fissa: è una soluzione comoda per chi sviluppa il sito, perché consente di impaginare gli elementi in maniera fissa e precisa ed avere le righe di testo che non diventano mai molto lunghe o corte, a seconda delle dimensioni della viewport. Tuttavia i dispositivi di visualizzazione stanno diventando sempre più vari: iniziano a vedersi più monitor con risoluzione superiore ai soliti 1024x768 o 1280x1024, mentre dall'altra parte, oltre ai portatili con varie risoluzioni (specialmente 1280x800 e varianti), si stanno diffondendo palmari e smartphone (con schermi ad esempio di 320x480 pixel). Come se non bastasse, si è aperto ora il nuovo mercato degli Eee PC, subnotebook con schermo da 800x480. Qualunque risoluzione scegliate, su alcune macchine il vostro sito sembrerà un francobollo, in altre non ci starà e compariranno noiose barre di scorrimento. Come se non bastasse, non è affatto detto che l'utente usi sempre il browser a tutto schermo, infatti per vari motivi può essere comodo o necessario tenere la finestra browser a mezzo schermo, mentre si visualizza un'altra finestra a fianco (anche di un altro programma).

In conclusione credo che un'impaginazione elastica o adattabile vada più incontro all'utente odierno e sospetto ancor di più in futuro. In alternativa i motori dei browser potrebbero prendere esempio da Opera, che è in grado di adattare la pagina visualizzata alla dimensione della finestra del browser.

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2007-10-14

Voglio HTML5!

Un articolo su HTML.it, HTML5, XHTML2 e il futuro del web, spiega bene la situazione attuale. Tempo fa, anche il mio sito è passato a XHTML 1.0 Strict, il problema è che, come quasi tutti i siti, mi tocca servirlo come text/html e non come XML, ovvero application/xhtml+xml, vanificando quasi completamente il senso di XHTML. Un articolo sullo XHTML "autentico" illustra chiaramente problemi e soluzioni nel voler servire XHTML come XML. per quel che riguarda il mio sito, i problemi principali sono due:

  • A differenza di Firefox e Opera, Internet Explorer non supporta il content type raccomandato per XHTML 1.0 ("application/xhtml+xml"): qui è spiegato come distinguere i browser che lo supportano e quali no, con due righe di php. Il "motore" del mio sito è in grado di generare automaticamente i tag giusti ecc. a seconda se lo si imposta in modalità XHTML e HTML, perciò ho pensato di servire le pagine come HTML 4.01 Strict ad IE e agli user agent non compatibili, mentre agli altri XHTML 1.0 Strict servito come XML. Perfetto! Funzionava, tuttavia ho riscontrato un altro problema....

  • ...document.write() non funziona con XHTML/XML e questo diventa particolarmente problematico quando gli script sono ospitati su altri siti e non ne ho il controllo, come il bannerino di Altervista (il cui codice da inserire nelle pagine tra l'altro non era del tutto valido e l'ho aggiustato via php).


Praticamente nessuno serve XHTML come XML, per vari motivi (citati anche negli articoli collegati) e probabilmente non ne vale molto la pena, ma è interessante comunque. Spero in HTML5.

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2007-10-13

Validazione (X)HTML con Firefox

Opera è un browser molto comodo è lo preferisco anche per altre mille cose (a partire dalla sicurezza) a Internet Explorer. Per verificare che le proprie pagine (anche quelle in locale) siano (X)HTML valido, con Opera basta premere Ctrl+Alt+V. IE e Firefox non hanno questa funzione, tuttavia Firefox è facilmente espandibile con le sue "estensioni" sviluppate da terzi. Dunque fra le varie fatte per questo scopo, ho trovato questa estensione, dall'originalissimo nome "HTML Validator" (hehe), ma stracomoda! In pratica non c'è da fare nulla, compare una piccola icona nella barra di stato che ti dice se la pagina che stai visitando contiene errori o no. Questo rende immediato vedere se ci sono errori, inoltre il controllo è velocissimo, perché il parser è incluso nell'estensione e quindi la pagina non viene inviata a server di terze parti. Mi ha permesso perfino di individuare errorini che con altri metodi erano sfuggiti.

Un'altra cosa che mi piace di Firefox è il correttore ortografico in linea (simile a quello di Word, che ti sottolinea le parole che hai sbagliato a scrivere): molto utile quando si scrive per Wikipedia, in un blog, su un forum, o ovunque si scrivono messaggi.

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2007-09-20

Siti personali: hanno ancora senso?

Nella seconda metà degli anni '90 erano nati siti come Tripod, GeoCities, FortuneCity e diversi altri, che offrivano uno spazio sul web, con cui si poteva creare (con almeno un minimo di conoscenza di HTML) le proprie pagine, in cui si poteva presentare, parlare di qualcosa che ci interessava, diari di viaggio, immagini e altro.

Nell'era del cosiddetto Web 2.0 o del social networking sono cambiate diverse cose:

  • volete parlare di voi, di quel che pensate o di qualche novità? Ci sono i blog e di solito non c'è bisogno di conoscere nulla di HTML. In più c'è un'interazione coi lettori o altri bloggers, che lasciano commenti, che possono anche arricchire ulteriormente il discorso. I più smaliziati possono comunque farsi un sito con WordPress.
  • Se si desidera condividere quel che si sa su un certo argomento e aiutare la sua divulgazione, Wikipedia, l'enciclopedia libera e cooperativa, è perfetta.
  • Volete caricare delle immagini da inserire in un messaggio di un forum o da usare come avatar? E' sufficiente usare ImageShack e una miriade di siti simili, in cui di norma non è nemmeno necessario registrarsi. Invece per pubblicare disegni e altri lavori basta andare su DeviantArt e crearsi la propria galleria, vedere le gallerie degli altri, commentare e così via. Siti simili esistono per le gallerie di foto.
  • Volete caricare dei file che altri possano scaricare? Ci sono RapidShare, MegaUpload, GigaSize e tanti altri.
  • E i video basta caricarli su YouTube od eventuali equivalenti.

Insomma, ci sarà chi comunque si diverte (come me) a creare qualcosa a suon di (X)HTML, php, javascript ecc. o chi vuol fare cose particolari, ma gran parte dei motivi che spingevano a crearsi un sito personale ormai sono assorbiti da altri servizi, che oltretutto mettono in comunicazione gli utenti e non necessitano di particolari conoscenze informatiche.

Hanno senso? O forse è meglio dire: "è ancora necessario"? A volte sì, secondo me, ma molto meno di un tempo.

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