That's one small step for [a] man, one giant leap for mankind

Lo stadio di discesa del modulo lunare Eagle sulla Luna (quello di Apollo 11), ripreso recentemente da LRO (credit: NASA/Goddard Space Flight Center/Arizona State University)
Il tutto, il programma Apollo, per una frazione delle spese annuali militari in quel periodo di Guerra Fredda; per un momento dimenticata dall'umanità, che anziché pensare di lanciarsi missili con testate nucleari addosso, li lanciava per realizzare sogni, storiche imprese, scienza, tecnologia, ma anche una buona fetta di propaganda: se gli statunitensi avessero fallito o mentito, i sovietici (che avevano fior di scienziati ed ingegneri anche loro) non avrebbero esitato a metterlo in luce.
Fra le cose che mi colpiscono di più in questo quarantennale, ci sono le spettacolari immagini ottenute dal Lunar Reconnaissance Orbiter dei siti d'atterraggio delle missioni Apollo. Ne ha fatto un bell'articolo anche Pierluigi Panunzi su Astronomia.com.
Nella sezione del sito NASA dedicata ai 40 anni dell'Apollo 11, si trovano anche i video restaurati di quell'epica impresa.
Paolo Attivissimo invece è riuscito a realizzare il suo di sogno, un'intervista Buzz Aldrin! Video della conferenza. Il modello di Saturno V, che purtroppo si è un po' danneggiato, viene dalla convention di Star Trek, che fanno tutti gli anni qua a Bellaria.
Già, gli appassionati di astronautica sono spesso anche appassionati di fantascienza e viceversa, come dice Fantascienza.com nel suo memoriale (succede anche che astronomi si mettano a scrivere racconti di fantascienza, come Vincenzo Zappalà: non potete dire che la scienza uccide la fantasia, anzi! E se poi parliamo di misteri, ce ne sono tanti di affascinanti da studiare e scoprire!)
Etichette: astronautica, astronomia, fantascienza


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