Bianco e nero
Ho letto un articolo di Massimo Mantellini con cui mi ritrovo concorde in diversi punti. In particolare c'è una cosa a cui tengo e che lui ha espresso molto bene:
L'articolo parla di Internet, ma lo stesso discorso vale anche in altri ambiti e spesso affiora nelle discussioni più disparate. Questo modo di concepire le cose, che considera solo gli estremi (per cui le cose o sono bianche o sono nere o buoni o cattivi, o sei con noi o contro di noi, o sei con Dio o con Satana), una visione priva di "gradazioni", figuriamoci della varietà di "colori", si presta a facili manipolazioni, demonizzazioni/santificazioni. Altre possibilità e punti di vista non sfiorano neanche chi pensa così. Lo trovo fortemente semplicista e limitante, perché esclude a priori visioni più ampie, che consentirebbero invece di analizzare la questione nel suo insieme più o meno complesso, fatto di tanti diversi elementi, in modo da ragionare in base al quadro completo e non solo su alcuni dettagli, i primi più in vista o la propria limitata esperienza personale. Insieme a generalizzazioni affrettate e giudizi faciloni, ci si imbatte in considerazioni apparentemente credibili (forse), ma in seconda analisi del tutto fallaci, che portano come minimo a fraintendimenti.
In conclusione mi ha fatto piacere leggere un articolo un po' più equilibrato dei soliti allarmisti o viceversa facili entusiasti.
postato da Negadrive alle
11:50
È interessante notare come nella rappresentazione dello scenario solo gli estremi vengano compresi: la rete o è fantastica, nell'apologia nota che dedichiamo ad ogni nuova innovazione tecnologica, o è diabolica ed in grado di distruggere le nostre vite in pochi istanti.
Quando qualcuno tenta di ristabilire i corretti chiaroscuri della questione, analizzando pro e contro, cambiamenti epocali indotti dall'uso della rete e pericoli ad essa correlati, invece che essere correttamente citato per il proprio importante contributo, viene immediatamente arruolato nella fila di questo o quello schieramento ed il suo pensiero sezionato e ridotto a macchietta pro o anti qualcosa.
L'articolo parla di Internet, ma lo stesso discorso vale anche in altri ambiti e spesso affiora nelle discussioni più disparate. Questo modo di concepire le cose, che considera solo gli estremi (per cui le cose o sono bianche o sono nere o buoni o cattivi, o sei con noi o contro di noi, o sei con Dio o con Satana), una visione priva di "gradazioni", figuriamoci della varietà di "colori", si presta a facili manipolazioni, demonizzazioni/santificazioni. Altre possibilità e punti di vista non sfiorano neanche chi pensa così. Lo trovo fortemente semplicista e limitante, perché esclude a priori visioni più ampie, che consentirebbero invece di analizzare la questione nel suo insieme più o meno complesso, fatto di tanti diversi elementi, in modo da ragionare in base al quadro completo e non solo su alcuni dettagli, i primi più in vista o la propria limitata esperienza personale. Insieme a generalizzazioni affrettate e giudizi faciloni, ci si imbatte in considerazioni apparentemente credibili (forse), ma in seconda analisi del tutto fallaci, che portano come minimo a fraintendimenti.
In conclusione mi ha fatto piacere leggere un articolo un po' più equilibrato dei soliti allarmisti o viceversa facili entusiasti.


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